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Gran Giro della Val Cusina
DESERTA LANGARUM


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Il percorso del SENTIERO VERDE (il più lungo fra quelli manutenuti dall'Associazione DESERTA LANGARUM) si snoda tutto rivolto verso la valle del torrente CUSINA, passando sulle alture che la delimitano e scendendo fino al letto del corso d’acqua, con un alternarsi emozionante di spettacoli naturali davvero entusiasmanti: dallo sguardo d’insieme sulle Alpi maestose, agli anfratti più freschi e misteriosi del torrente e dei boschi circostanti.
 
Si parte dalla PIETRA DELL’APPUNTAMENTO
(44° 26' 22.60'' N - 8° 01' 14.97'' E) seguendo le indicazioni di colore VERDE in direzione Est, lungo un tratto quasi pianeggiante che costeggia un bel castagneto. Si tratta della vecchia via che fino agli anni ’60 ha collegato Igliano con Torresina. La strada discende per un centinaio di metri fino a raggiungere la CHIESA DI SAN SEBASTIANO (sec. XVI) [alt. m 690].
 
Si imbocca la SP 352 asfaltata attraversando l’abitato della frazione Langa. Il colpo d’occhio sulla corona della Alpi è davvero mozzafiato; nelle mattinate limpide lo sguardo spazia dai primi contrafforti appenninici fino al Monte Rosa!
Imbocchiamo la SP 115 Igliano – Castellino T. all'altezza del PILONE VOTIVO [alt. m 650] e la percorriamo per 400 metri. In vista di una piccola pineta, lasciamo l’asfalto e la aggiriamo sulla destra: di fronte a noi, in alto si vede il COLLE DEL GINEPRETO, sormontato da un vecchio pilone.
 
Scendiamo invece, per addentrarci in un bosco ceduo che aggira il colle (siamo esattamente all’8° PARALLELO EST!)  e dopo qualche centinaio di metri sbuchiamo dall'altra parte, guardando un po’ a distanza in direzione Sud la chiesa della Madonna della Neve.
Prendiamo a destra sulla asfaltata Strada comunale delle Coste e scendiamo lungo essa lasciando a sinistra il bivio per Coste Soprane. In questo tratto si erge sulla collina alla nostra destra l’abitato del comune di Marsaglia, con il suo CASTELLO CINQUECENTESCO.
 
Giunti in prossimità delle COSTE SOTTANE [alt. m 570] dimentichiamo l’asfalto e prendiamo a destra la stradina che porta dopo pochi metri alla FONTANA DEI TREDICI MONTI, dove è possibile dissetarsi alla piccola sorgente.
Teniamo il sentiero sulla destra che attraversa in leggera salita un campo e poco dopo si addentra in un fitto bosco. Stiamo scendendo bruscamente; il sentiero piega a sinistra e poi a destra (seguire sempre le frecce verdi!). Ad un certo punto iniziamo a sentire gorgogliare il TORRENTE CUSINA: al km 5.330 – alt. m 440 arriviamo finalmente all'agevole guado che attraversiamo portandoci sulla riva destra.
 
Appena guadato il “fiume” svoltiamo a destra e risaliamo la carrareccia di fondovalle che costeggia il letto del corso d’acqua. Fermiamoci di tanto in tanto a dare un’occhiata e a scattare qualche foto suggestiva: ci sono angoli di quiete nascosti tra la vegetazione in cui l’acqua cristallina scorre dolcemente tra le note “PIETRE DI LANGA”. Per millenni questo rio è stato il luogo di approvvigionamento di materiale edile per la costruzione degli edifici di tutta la vallata. Sulla nostra sinistra vi sono le formazioni di marna tipiche dell’Alta Langa ed alcuni imponenti calanchi.
 
Al km 8 del nostro percorso , vi consigliamo di fare una piccola deviazione dal percorso; oltrepassato un ponticello ricostruito dopo la tremenda alluvione del 1994, un sentiero a destra porta ai ruderi del VECCHIO MULINO DI IGLIANO. Qui, fino agli anni ’50 del secolo scorso, gli abitanti di un’ampia zona circostante portavano a macinare il grano, non essendoci altri mulini nella vallata. E’ nascosto dalla fitta vegetazione, ma se riuscite ad individuarlo potrete ancora scorgere le antiche macine in pietra semi-sommerse dai muri crollati.
 
Tornati sul nostro sentiero tracciato, ci avviciniamo all'abitato della frazione CUSINA e dopo averla oltrepassata, arriviamo ad un bivio. A 50 metri a destra c’è l’ANTICO PONTE che la leggenda dice essere stato costruito in epoca romana; gli diamo un’occhiata, ma non procediamo in quella direzione.
 
Ora [alt. m 483] possiamo scegliere se percorrere il sentiero breve o quello lungo.

Nel primo caso (percorso breve) risaliremo tutto il corso del fiume in leggera pendenza, fino a ricongiungerci con il percorso lungo; procediamo quindi dritti lungo la strada asfaltata di fondovalle, fino al cimitero di Igliano. Attraversiamo la SP 115 e procediamo verso la cascina CASTELLO. Sulla sinistra vi è lo “SCAU”, l’ultimo seccatoio per castagne della vallata sopravvissuto negli anni; recentemente è stato restaurato ed adibito a piccolo alloggio per trascorrere una vacanza in piena tranquillità.
 
Continuiamo a costeggiare il torrente fino all'abitato della frazione GIULIANI (su alcune carte erroneamente riportata come “Giuttoni”) e terminiamo di calpestare l’asfalto.
Oltrepassata la borgata, percorriamo il sentiero che, attraverso campi e prati, porta a due cascine abbandonate da anni TANE (a destra, proprio sulla sponda del torrente) e GARASSINI poco più avanti sulla sinistra.
 
Stiamo per abbandonare il protagonista della nostra camminata, il torrente CUSINA. Infatti poco più avanti la strada piega a sinistra e comincia ad inerpicarsi, fino all'alt.  m 610 dove ritroviamo il percorso “lungo”.
 
Se, invece, abbiamo scelto il percorso lungo, dopo l’abitato della frazione CUSINA  al bivio prendiamo a sinistra inerpicandoci lungo il tracciato della vecchia strada Igliano-Murazzano. Attraversata la SP 115 continuiamo a salire nei solatii terrazzamenti, ammirando gli ANTICHI ARCHI IN PIETRA A SECCO, splendide vestigia di un remoto passato in cui la coltivazione della vite trovava in questa collina il suo migliore compimento. Arrivati al PILONE VOTIVO [alt. m 550] svoltiamo a sinistra lungo il sentiero pianeggiante.
 
Sulla nostra sinistra, proprio al bordo del sentiero, si erge un maestoso albero dall'imponente fusto eretto, un esemplare di QUERCUS CRENATA (o pseudo-sughera), in italiano cerro-sughera. Si tratta di una pianta che conta una trentina di esemplari in tutto il Piemonte e per molti esperti essa costituisce un’anomalia botanica, essendo un incrocio tra la quercia ed il sughero. La sua caratteristica è di conservare, unica latifoglia di quest’area, il fogliame verde anche durante l’inverno; se vi capita di transitare sul sentiero durante tale stagione, la riconoscerete di primo acchito. Per questa sua particolare caratteristica viene chiamato “l’albero magico dell’Alta Langa” e si narrano molte leggende su di esso.
 
Proseguendo sul sentiero si arriva alla frazione SAN LUIGI [alt. m 580]. Quando incontriamo la strada asfaltata dobbiamo svoltare a destra, ma vi consigliamo di dare un’occhiata alla bella CHIESA DI SAN LUDOVICO DEI FRANCESI (XVI secolo), che si trova a 50 metri a sinistra.
 
Attraversata la SP 115, proseguiamo in salita su 150 metri di asfalto, poi la strada diventa “creusa”, cioè passa in trincea risalendo il crinale della collina fino ad arrivare in alto presso l’abitato della frazione CORNATI dove torniamo ad ammirare lo spettacolo delle Alpi [alt. m 705].
Prendiamo a destra e percorriamo un breve tratto della SP 115 che lasciamo presto per imboccare una stradina sterrata sulla sinistra che passa attraverso le vecchie case del borgo.
Scendiamo nel bosco fino ad attraversare il piccolo RIO DEI BOSCAZZI (che dà origine al torrente Cusina) e a ricongiungerci poco dopo col percorso “breve” [alt. m 610].
 
Prendiamo a sinistra e continuiamo a inerpicarci all'interno di un bosco selvaggio che prende il nome di COSTALUNGA. La salita è dura, ma la quiete del castagneto ci ripaga della fatica!
Mano a mano che si risale la pendenza del sentiero diminuisce e giungiamo finalmente alla vetta, chiamata CIMA DI COSTALUNGA [alt. m 790]. Lo spettacolo delle Alpi torna ad emozionarci; il Monviso sembra così vicino da poterlo toccare!
 
Siamo ad un passo dalla PEDAGGERA, luogo dove le efferatezze della Guerra Civile 1943-1945 si manifestarono in tutta la loro violenza. A circa 50 metri dal sentiero, all'interno del bosco, si trova la croce che ricorda il luogo ove il 3/3/1944 fu trucidato il Tenente BIONDO, al secolo Giorgio Ghibaudo, personaggio ampiamente citato da Beppe Fenoglio ne Il partigiano Johnny.
 
Scendiamo ora fino a raggiungere e costeggiare la SP 32, lungo un boschetto di conifere. Imbocchiamo la SP 352 camminando sulla cima della collina fino alla CROCE [alt. m 750 ] che ricorda la battaglia del 16 aprile 1796 tra le truppe Piemontesi e quelle Napoleoniche.
 
Svoltiamo a destra verso il sentiero in discesa e dopo un poco giungiamo alle CINQUE VIE [alt. m 710]. Oltrepassiamo un PILONE VOTIVO; siamo prossimi all'arrivo  ma il percorso verde ci invita a salire a destra sulla cima chiamata MONTEROTONDO [alt. m 745] per un ultimo colpo d’occhio alle nostre belle montagne, prima di ridiscendere alla Pietra dell’Appuntamento [alt. m 720].

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Ultimo aggiornamento: Mercoledi 17 aprile 2013

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